Accesso agli atti: sulle competenze valutative dell’amministrazione arriva l’indirizzo del Consiglio di Stato

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APPALTI – ACCESSO – ACCESSO DIFENSIVO – INFLUENZA O DECISIVITA’ DEL DOCUMENTO RICHIESTO – LEGITTIMAZIONE ALL’ACCESSO – LEGITTIMAZIONE ALLA PRETESA SOSTANZIALE – DIFFERENZE

L’amministrazione detentrice del documento e il giudice amministrativo adito nel giudizio di accesso ai sensi dell’art. 116 c.p.a. non devono svolgere alcuna valutazione sulla influenza o sulla decisività del documento richiesto nell’eventuale giudizio instaurato, poiché un simile apprezzamento compete, se del caso, solo all’autorità giudiziaria investita della questione e non certo all’amministrazione o allo stesso giudice amministrativo nel giudizio di accesso; pertanto la legittimazione all’accesso non può essere valutata facendo riferimento alla legittimazione della pretesa sostanziale sottostante, ma ha consistenza autonoma, indifferente allo scopo ultimo per cui viene esercitata. Ciò che compete all’Amministrazione (e successivamente al Giudice, in sede di sindacato sull’operato di questa), è la verifica dell’astratta inerenza del documento richiesto con la posizione soggettiva dell’istante e gli scopi che questi intende perseguire per il tramite dell’accesso. L’Amministrazione non può subordinare l’accoglimento della domanda alla (propria) verifica della proponibilità e/o ammissibilità di azioni in sede giudiziaria il Giudice dell’accesso non è e non deve essere il Giudice della “pretesa principale” azionata o da azionare.

Consiglio di Stato, sez. V^ sentenza n. 5013 del 2024


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